Tribunale di Milano, 07.07.2011

Le modifiche apportate dall'art. 79, D.Lgs. n. 30/2005 (Codice della proprietà industriale), come novellato dal D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 131 - che sostituiscono al divieto per l'Uibm di accogliere un'istanza di limitazione ove fosse ancora pendente un giudizio di nullità del brevetto la facoltà del titolare del brevetto di sottoporre al giudice della nullità una riformulazione delle rivendicazioni che rimanga entro i limiti della domanda iniziale - non può ritenersi circoscritta ai soli effetti processuali. La novella del 2010 esplica infatti i suoi effetti principalmente sul piano sostanziale, nella misura in cui consente una possibilità di intervento sull'ampiezza di protezione del brevetto mediante la modifica - sia pure in senso riduttivo - del testo delle sue rivendicazioni, destinata ad influire direttamente sulle posizioni dei terzi, tenuto conto del valore da attribuire alle rivendicazioni stesse quale limite per i terzi allo svolgimento della loro attività economica. Pertanto, la fattispecie che trae origine dall'esercizio della facoltà contemplata nel nuovo testo dell'art. 79 c.p.i. di modificare le rivendicazioni in corso di causa è regolata, dal punto di vista del diritto transitorio, dal previgente testo della norma.



 

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