Tribunale di Cosenza, 07.07.2011

Nell'ipotesi di storno di clientela e di dipendenti a favore di una società creata ad hoc in danno di una S.r.l. già esistente, il giudice non ha ritenuto sussistente il delitto di infedeltà patrimoniale ex art. 2634 c.c. per effetto del divieto di analogia "in malam partem". Determinante è, a tale fine, la ricostruzione offerta delle nozioni di "bene oggetto di disposizione" da parte dell'amministratore e di "atto di disposizione" patrimoniale. Si giunge, quindi, ad affermare che la clientela è una mera aspettativa di reiterazione di rapporti contrattuali e che i dipendenti di un'azienda non possono essere degradati a bene patrimoniale di cui disporre prosciogliendosi - pertanto - l'imputato dal reato di infedeltà patrimoniale. Ad avviso di chi scrive, quindi, l'atto dispositivo, rilevante ai sensi dell'art. 2634 c.c., è tale - come ritiene un certo orientamento - se si manifesta nel diritto di disporre giuridicamente delle cose quale una delle espressioni del diritto di proprietà descritto all'art. 832 c.c..



 

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