Tribunale di Milano, Sez. II, 13.07.2011

Il decreto ingiuntivo emesso sul presupposto dello svolgimento da parte del ricorrente di attività di lavoro dipendente fa stato, ove non opposto, non solo della sussistenza del credito, ma anche della sua natura (di credito lavorativo), pertanto tale titolo, se utilizzato ai fini dell'ammissione al passivo fallimentare, giustifica l'inclusione del ricorrente nella categoria dei creditori privilegiati. Invero il decreto ingiuntivo, sebbene emesso in base ad una cognizione sommaria della domanda, consente all'ingiunto di proporre un'opposizione funzionale ad introdurre un giudizio a cognizione piena sul rapporto sostanziale controverso, omessa tale opposizione, il giudice nel dichiarare esecutivo il decreto, ne determina ipso facto il passaggio in giudicato sia con riferimento alla regolarità formale del titolo, sia con riferimento all'esistenza del credito (tanto in ordine all'oggetto che ai soggetti del rapporto) così che l'efficacia del decreto si estende a tutte le questioni relative.



 

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