Tribunale di Milano, Sez. II, 13.09.2011

Se da un canto la dichiarazione di fallimento determina l'applicazione della disciplina di cui all'art. 2855, commi 1 e 2, c.c., anche nell'ipotesi di credito fondiario, d'altro canto il termine di riferimento per l'applicazione di questa disciplina, nel caso di procedura esecutiva pendente alla data del fallimento, è comunque rappresentato dal pignoramento in ragione della continuità tra le due procedure. E' vero che il fallimento ha valore di pignoramento generale del patrimonio ma per i beni che risultano già pignorati il pignoramento è uno ed è quello in forza del quale risultano instaurate le procedure esecutive pendenti. In altri termini non vi è spazio per l'applicazione, nel caso di procedura esecutiva pendente alla data del fallimento, di una diversa disciplina degli interessi del credito fondiario fino alla data del fallimento e dopo la data del fallimento salvo che per gli interessi ultralegali che fino alla data del fallimento vanno ammessi in via chirografaria non operando prima del fallimento la regola della cristallizzazione dei crediti (mentre dopo il fallimento maturano unicamente gli interessi previsti nell'art. 54, L.F. - R.D. n. 267/1942 - e nell'art. 2885 c.c.).



 

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