Corte d'Appello di Firenze, Sez. II, 14.09.2011

In materia di locazione ad uso abitativo, ove il conduttore, a fronte della previsione, risultante dal contratto, della destinazione dell'immobile al soddisfacimento di esigenze di natura transitoria, deduca che il bene sia stato in realtà destinato al soddisfacimento di esigenze abitative primarie con carattere di stabilità, ai fini dell'assoggettabilità del rapporto alla disciplina vincolistica prevista per il regime ordinario, non basta l'accertamento della sussistenza oggettiva delle dedotte esigenze abitative stabili. A tale ultimo fine occorre, infatti, che sia dimostrata la consapevolezza condivisa da parte di entrambi i contraenti della effettiva destinazione dell'immobile a tale diverso uso rispetto a quello indicato nel contratto. Posto, invero, che la suddetta legge riconosce al proprietario dell'immobile la possibilità di offrire il bene in locazione per il soddisfacimento di esigenze abitative meramente transitorie, il regime giuridico applicabile deve essere determinato in conformità alla volontà contrattualmente espressa dalle parti in ordine alla determinazione del tipo di locazione, a meno che non risulti che, essendo anche il locatore a conoscenza dell'esigenza effettiva del conduttore di destinare l'immobile a stabile abitazione, la volontà formale delle parti di concludere una locazione transitoria sia solo apparente e si prospetti in realtà una fattispecie di simulazione relativa con riferimento alla tipologia della locazione, diretta ad eludere l'applicazione delle norme vincolistiche.



 

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