Corte d'Appello di Taranto, 24.10.2011

L'interesse tutelato dall'art. 388, comma secondo, c.p., non è l'autorità in sé delle decisioni giurisdizionali, bensì la esigenza costituzionale di effettività della giurisdizione, con la conseguenza che il mero rifiuto di ottemperare al provvedimento giudiziale non costituisce, di norma, comportamento elusivo rilevante per la configurabilità del reato di cui innanzi, a meno che la natura personale delle prestazioni imposte, ovvero la natura interdittiva dello stesso provvedimento, esigano per l'esecuzione il contributo dell'obbligato. In tali ipotesi, infatti, l'inadempimento dell'obbligato contraddice di per sé la decisione giudiziale e ne pregiudica la eseguibilità ed, in particolare, ove si tratti di un provvedimento prescrittivo di prestazioni personali o comunque di un comportamento agevolatore dell'obbligato, il rifiuto di adempiere non si esaurisce in una mera inottemperanza all'ordine del Giudice, ma tende a impedirne o comunque a ostacolarne l'esecuzione, incidendo così sull'interesse all'effettività della giurisdizione tutelato dalla norma incriminatrice.



 

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