Corte d'Appello di L'Aquila, 29.11.2011

Nel procedimento pre-fallimentare, il Tribunale può disporre consulenza tecnica d'ufficio finalizzata ad accertare la sussistenza dei requisiti di fallibilità del debitore, essendo tale possibilità espressamente prevista dall'art. 15, settimo comma, R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare), il quale dispone che le parti possono nominare consulenti tecnici; in tal caso, ove nel provvedimento di ammissione venga fatto richiamo alle norme del codice di procedura civile sulla consulenza tecnica, l'iter procedimentale si deve svolgere nel rispetto delle prescrizioni del codice di rito (nel caso di specie la Corte d'Appello ha ravvisato la nullità della consulenza tecnica a causa della mancata comunicazione al legale del debitore della data dell'inizio delle operazioni - peraltro comunicata al consulente tecnico di parte, il quale non aveva preso parte ai lavori - e per avere il Tribunale dichiarato il fallimento prima della scadenza del termine assegnato ai consulenti di parte per il deposito di osservazioni).



 

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