Tribunale di Salerno, Sez. I, 02.11.2011

Si ha molestia di diritto allorquando il terzo rivendichi un diritto reale o personale di godimento sulla cosa locata che esclude o limita il diritto personale di godimento del conduttore (come l'esperimento di un'azione di rilascio del bene locato nei suoi confronti da parte del terzo che contesti il potere di disposizione del locatore) o che incide sull'esecuzione del rapporto contrattuale (come, ad esempio, l'intimazione rivolta all'inquilino di non pagare più i canoni nelle mani del locatore). La pretesa giuridica del terzo, incompatibile con quella del conduttore, che configura una molestia di diritto, può anche non consistere nella rivendicazione di un diritto sulla cosa locata bensì nell'affermazione, fondata o meno, della legittimità dell'attività da lui posta in essere, che il conduttore ritiene invece lesiva dei propri diritti di godimento. Costituiscono, invece, molestie di fatto le condotte illecite del terzo che, senza avanzare un corrispondente diritto, arrechino pregiudizio al godimento del conduttore e, come tali, riconducibili nel concetto di atto illecito in senso lato di cui all'art. 2043 c.c., rispetto al quale il secondo comma della norma in esame si pone con carattere di specialità.



 

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