Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, 09.11.2011

In mancanza di espressa regolamentazione in ordine al passaggio forzato della conduttura del gas e della rete telefonica (a differenza della servitù di acquedotto di scarico coattivo, regolate espressamente dagli artt. 1033 e 1049 c.c.), si deve ritenere ammissibile il ricorso al procedimento cautelare di cui all'art. 700 c.p.c. e ciò anche nell'ipotesi in cui si tratti di tutelare non l'interesse del fornitore ma quello del fruitore del servizio. In tale ipotesi, il fumus boni juris per la costituzione della condotta coattiva del gas e della rete telefonica si fonda sull'interpretazione costituzionalmente orientata della tutela del diritto alla salute (per il gas da riscaldamento) e di quello ad una normale vita di relazione (rete telefonica), trattandosi di servizi oramai divenuti di carattere essenziale per la persona.



 

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