Tribunale di Milano, Sez. X, 12.11.2011

Nel rito del lavoro, per aversi nullità del ricorso introduttivo del giudizio di primo grado per mancata determinazione dell'oggetto della domanda o per mancata esposizione degli elementi di fatto e delle ragioni di diritto su cui si fonda la domanda stessa, non è sufficiente l'omessa indicazione dei corrispondenti elementi in modo formale, ma è necessario che attraverso l'esame complessivo dell'atto, che compete al giudice del merito ed è censurabile in sede di legittimità solo per vizi di motivazione, sia impossibile l'individuazione esatta della pretesa dell'attore e il convenuto non possa apprestare una compiuta difesa. Inoltre, nel rito del lavoro, il ricorrente è tenuto ad indicare in ricorso i mezzi di prova, che devono essere specificati così come prescritto dall'art. 414, n. 5, c.p.c.; l'omessa indicazione dei mezzi di prova comporta non la nullità del ricorso ma la decadenza dalla possibilità di successiva deduzione delle prove nel corso del processo.



 

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