Tribunale di Roma, Sez. VI, 15.11.2011

Il negozio di diniego di rinnovo alla prima scadenza, in quanto compiuto sulla base della sussistenza di un'intenzione di adibire ad altro uso l'immobile, della quale il conduttore ha diritto ad un controllo di serietà ed effettività, non è idoneo, a differenza di una disdetta immotivata, a determinare la cessazione della locazione una volta pervenuto a conoscenza del conduttore, ma determina solo, a favore del locatore e nei confronti del conduttore, l'effetto di consentire che il rapporto venga ad effettiva cessazione a seguito di rilascio spontaneo del conduttore, se questi rinunci a provocare il controllo sull'intenzione adibitoria del locatore o la riconosca, oppure, allorquando tale rilascio non avvenga alla scadenza od anche prima della scadenza di questo termine, di abilitare il locatore all'azione in giudizio al fine della sottoposizione a quel controllo, attraverso l'apporto di elementi probatori che si collocano aliunde rispetto al negozio di diniego. Ne consegue che, una volta decorsa la scadenza per cui il diniego è stato esercitato senza che il conduttore abbia rilasciato, l'effettivo verificarsi della cessazione della locazione può essere determinato solo attraverso l'accertamento in giudizio, di modo che, se esso non viene chiesto ed ottenuto, il contratto locativo non può considerarsi cessato.



 

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