Tribunale di Palermo, Sez. II, 16.11.2011

In materia condominiale, dall'operabilità del principio della "prorogatio imperii", deriva che l'amministratore è legittimato ad esercitare i suoi poteri ad interim sino a quando non venga sostituito da un altro amministratore nominato dall'assemblea ed ha diritto a percepire il compenso secondo i criteri stabiliti per il periodo precedente. Ne consegue che applicando tali principi al caso di specie, deve riformarsi la sentenza gravata laddove il primo giudice abbia riconosciuto come legittimo il diritto dell'amministratore al compenso in una circostanza in cui non poteva parlarsi di prorogatio imperii, avendo, l'assemblea dei condomini, revocato l'appellato dalla carica di amministratore e provveduto a nominare subito il successore cui ha inteso affidare l'immediata gestione del condominio.



 

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