Tribunale di Roma, Sez. XI, 24.11.2011

In tema di contratti il dolo è causa di annullamento allorché si sia concretato in artifici o raggiri o anche in menzogne che, ingenerando nella controparte una rappresentazione alterata della realtà, siano stati determinanti del consenso che altrimenti non sarebbe stato prestato. L'annullamento è dunque possibile solo quando i raggiri usati abbiano provocato nel meccanismo volitivo della controparte un errore da considerarsi essenziale ai sensi dell'art. 1429 c.c., con la conseguenza che a produrlo (l'annullamento) non è sufficiente una qualunque influenza psicologica sull'altro contraente, ma sono necessari artifizi e raggiri che abbiano avuto comunque una efficienza causale sulla determinazione volitiva della controparte, restando invece privo di rilievo il fatto successivo o la postuma alterazione della volontà stessa.



 

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