Tribunale di Monza, 25.11.2011

La formazione delle classi in modo precostituito ed artificioso per manipolare il risultato della votazione ed ottenere l'approvazione del concordato preventivo, in violazione del canone di buona fede, concretizza abuso del diritto e determina la revoca dell'ammissione alla procedura ex art. 173, primo comma, R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare) (nella specie, il debitore aveva costituito quattro classi votanti, di cui una con un solo creditore in conflitto di interessi, una con un creditore anch'esso in conflitto di interessi ed il cui voto favorevole era scontato, una terza classe rappresentata da banche che nel semestre anteriore all'ammissione al concordato preventivo avevano beneficiato di consistenti pagamenti revocabili ed il cui voto appariva parimenti scontato, nonché una quarta classe con i creditori chirografari).



 

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