Corte d'Appello di Campobasso, 19.12.2011

Il mero possessore di un titolo di credito cartolare, che non risulti prenditore (né giratario) dello stesso, difettando sul titolo l'indicazione del beneficiario non può considerarsi legittimato alla pretesa del credito ivi contenuto, se non dimostri l'esistenza del rapporto giuridico da cui deriva tale credito. Infatti il semplice possesso del titolo non ha significato univoco, ai fini della legittimazione, non potendo escludersi che esso sia pervenuto al possessore abusivamente. Del resto, il titolo non può valere come promessa di pagamento ai sensi dell'art. 1988 c.c., atteso che l'inversione dell'onere della prova, previsto da tale disposizione, opera solo nei confronti di colui a cui la promessa sia stata effettivamente fatta, con la conseguenza che il mero possessore di un titolo all'ordine, privo di valore cartolare, non risultando dal documento, deve fornire la prova della promessa di pagamento a suo favore.



 

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