Corte d'Appello di Genova, 23.12.2011

La legittimazione a proporre reclamo avverso il decreto di omologazione del concordato preventivo spetta a coloro che abbiano assunto la qualità di parte in senso formale nel relativo giudizio, in quanto si siano costituiti nel medesimo, perché creditori dissenzienti, ovvero soggetti "interessati", ai sensi dell'art. 180, secondo comma, R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare). Ne consegue che, nel caso di omologazione del concordato preventivo con transazione fiscale, l'Agenzia delle Entrate che non abbia assunto la veste di parte in senso formale non è legittimata al reclamo, neanche se ciò faccia per proporre contestazioni in relazione all'esclusione del credito per IVA, non sussistendo i presupposti per la disapplicazione della suindicata norma per asserita violazione del diritto dell'UE, qualora il relativo debito sia stato contestato e motivatamente escluso dalla proposta di transazione fiscale.



 

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