Tribunale di Monza, Sez. I, 07.12.2011

La proposta domanda rescissoria del contratto di compravendita immobiliare, ex art. 1448 c.c., non può trovare accoglimento nelle ipotesi in cui non solo si riveli del tutto carente la prova in ordine all'asserito approfittamento da parte dei promissari acquirenti dello stato di bisogno del promittente venditore, ma addirittura lo stesso istante, nei propri scritti difensivi, provi l'assenza del presupposto, indispensabile, ai fini della invocata pronuncia di rescissione, di una reale sproporzione ultra dimidium tra la propria prestazione e quella dei convenuti. Affinché si realizzi la sproporzione ultra dimidium richiesta dall'art. 1448, comma secondo, c.c., invero, è necessario che la lesione asseritamente sofferta si sia concretizzata in una perdita eccedente la metà del valore che la prestazione eseguita o promessa dalla parte danneggiata aveva al tempo del contratto.



 

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