Tribunale di Brindisi Ostuni, 30.12.2011

In caso di illegittime sospensione ed interruzione del servizio praticata dal gestore telefonico in danno di un'impresa di ristorazione, e conseguente indebita applicazione della penale per recesso anticipato, avvenuta - pur in assenza di un regolare contratto scritto idoneo a regolare la fattispecie -, in contrasto con talune disposizioni della Carta dei servizi, nonché con l'art. 1565 c.c. -, che vieta al somministrante, in caso di inadempimento di lieve entità da parte del somministrato, la sospensione del contratto senza congruo preavviso -, va affermata la responsabilità del primo in ordine ai danni derivanti al secondo dall'improvvisa interruzione del servizio, concretatisi nella riduzione dell'affluenza della clientela successivamente al disservizio - ben quantificabile ex art. 1126 c.c. -, nonché nella forzosa ristampa di materiale pubblicitario e divulgativo. Non risarcibile, al contrario, è il danno non patrimoniale di tipo esistenziale da sforzi profusi per conseguire la riattivazione, tutte le volte che manchi la prova del superamento della soglia di gravità e rilevanza degli interessi lesi di cui all'orientamento delle Sezioni Unite del 2008.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive