Corte d'Appello di Roma, Sez. III, 10.01.2012

Il rapporto che si instaura tra paziente e casa di cura o ente ospedaliero gestore di un servizio pubblico sanitario ha la sua fonte in un atipico contratto a prestazioni corrispettive con effetti protettivi nei confronti del terzo da cui, a fronte dell'obbligazione di pagamento del corrispettivo, insorgano a carico della casa di cura - accanto a quelli latu sensu alberghieri - obblighi di messa a disposizione del personale medico ausiliario, del personale paramedica e dell'apprestamento di tutte le attrezzature necessarie, anche in vista di eventuali complicazioni ed emergenze. Ne consegue che la responsabilità della casa di cura nei confronti del paziente ha natura contrattuale e può conseguire, ai sensi dell'art. 1218 c.c., all'inadempimento delle obbligazioni direttamente a suo carico nonché, in virtù dell'art. 1228 c.c., all'inadempimento della prestazione medico - professionale svolta direttamente dal sanitario proprio dipendente Da ciò deriva che l'azione risarcitoria fondata sulla responsabilità contrattuale per il danno alla persona causata da imperizia nell'esecuzione di un'operazione chirurgica è soggetta all'ordinario termine di prescrizione decennale.



 

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