Corte d'Appello di Roma, Sez. II, 12.01.2012

Il punto di raccordo tra l'art. 1416 c.c. l'art. 2915 c.c., è rappresentato dalla relazione di specialità intercorrente tra le due norme. Invero, quest'ultima regola, in generale, l'ipotesi della trascrizione del pignoramento immobiliare del creditore secondo il normale principio della priorità temporale delle trascrizioni, sicché non è altro che l'applicazione della regola generale prevista dall'art. 2644 c.c. Invece, l'art. 1416 c.c. costituisce, per un verso, norma generale e di principio in materia di simulazione ed effetti di questa rispetto ai diritti dei terzi (creditori e aventi causa dai contraenti simulati), quindi ratione materiae prevalente rispetto all'art. 2915, c.c. e, per altro verso, norma speciale rispetto al principio della prevalenza temporale delle trascrizioni di cui all'art. 2644 c.c., stante la deroga parziale in essa prevista a tale principio con l'introduzione della buona fede in capo al terzo per l'inoppobilità della simulazione. In termini diversi, può affermarsi che l'art. 1416 c.c. richiede, in generale, la buona fede del terzo creditore al momento del compimento degli atti esecutivi perche non gli si possa opporre la simulazione, quindi nell'ipotesi di esecuzione forzata su beni immobili, per i quali è prevista la trascrizione degli atti, la buona fede dev'essere presente unitamente alla formalità della trascrizione. Pertanto tra le due norme non sussiste alcun conflitto applicativo, ma una reciproca integrazione laddove, come detto, la buona fede costituisce un elemento imprescindibile per la tutela dell'affidamento del terzo, sia esso creditore ovvero avente causa del titolare apparente del diritto controverso.



 

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