Corte d'Appello di Roma, 13.01.2012

L'assegno di divorzio ha natura eminentemente assistenziale, condizionata alla circostanza della mancanza, da parte del richiedente, di mezzi adeguati a conservare il tenore di vita goduto nel corso del matrimonio ed alla impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive e che tale assegno debba essere quantificato in base ai criteri costituiti dalle condizioni dei coniugi, dalle ragioni della decisione, dal contributo personale ed economico di ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio personale o di quello comune, dal reddito di entrambi, valutati unitariamente e confrontati alla luce della durata del matrimonio e che, nel compimento di tale indagine, il tenore di vita goduto durante il matrimonio, al quale rapportare il giudizio di adeguatezza dei mezzi a disposizione del soggetto richiedente, è quello offerto dalle potenzialità economiche dei coniugi stessi.



 

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