Corte d'Appello di Torino, 20.01.2012

In tema di amministrazione straordinaria c.d. "di gruppo", il Tribunale adito per la dichiarazione di insolvenza ex artt. 3 e seguenti D.Lgs. n. 270/1999 non può compiere alcuna valutazione in merito alla sussistenza dei presupposti oggettivi per l'estensione alla società debitrice della procedura di amministrazione straordinaria della società madre; la sede deputata a tale valutazione è infatti quella di cui all'art. 30 del D.Lgs. n. 270/1999, che giunge al termine della fase c.d. "diagnostica" della procedura e, di conseguenza, nella sede di cui all'art. 3 il Tribunale non può dichiarare il fallimento anziché lo stato d'insolvenza ravvisando anticipatamente l'assenza di quei requisiti (nella specie, il Tribunale aveva dichiarato il fallimento per esigenze di economia processuale escludendo la raggiungibilità degli obiettivi della procedura sulla base dei dati contenuti nella relazione ex art. 173, R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare) dei commissari giudiziali del concordato preventivo).



 

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