Corte d'Appello di Roma, Sez. I, 23.01.2012

In tema di custodia e manutenzione di strade pubbliche, in caso di danni agli utenti, la responsabilità ex art. 2051 c.c., sussiste ogniqualvolta la strada sia ubicata all'interno della perimetrazione del centro abitato. In tali ipotesi, infatti, l'ubicazione della strada nel perimetro del centro urbano appare sintomatica della concreta possibilità di vigilanza e di controllo da parte dell'ente proprietario, tanto più ove la causa del danno consista nell'anomala presenza sulla sede stradale di un oggetto di dimensioni rilevanti. Per le strade urbane valgono ad escludere tate regime di responsabilità unicamente le ipotesi di colpa del danneggiato e di caso fortuito, evenienze entrambe idonee ad interrompere il nesso di causalità tra la cosa custodita e l'evento dannoso. La prima deve ritenersi configurabile in presenza di condotte pericolose provocate dallo stesso danneggiato, la seconda in relazione ad una repentina ed altrimenti non prevedibile alterazione dello stato della cosa, tale da non potere essere rimossa o segnalata per difetto del tempo strettamente necessario a provvedere, nonostante l'attività di controllo e la diligenza impiegata allo scopo di garantire un intervento tempestivo. Quanto al regime probatorio, la responsabilità del custode disciplinata dall'art. 2051 c.c, costituisce un'ipotesi di responsabilità oggettiva e non di colpa presunta. Il danneggiato, per ottenere il risarcimento da parte del custode, deve unicamente dimostrare l'esistenza del danno e la derivazione causale dalla cosa custodita, incombendo per contro sul custode l'onere di dimostrare il caso fortuito, inteso quale fattore estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere il nesso causale.



 

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