Corte d'Appello di Roma, Sez. III, 24.01.2012

Il conducente di un veicolo, anche ove si trovi a procedere in direzione di marcia regolare, non è esonerato dall'obbligo di diligenza nella condotta di guida che, pur non potendo essere richiesta nel massimo, stante la situazione di affidamento generata dalle indicazioni stradali, deve tuttavia tradursi nella necessaria cautela riconducibile all'ordinaria prudenza ed alle concrete condizioni esistenti nella strada attraversata. L'osservanza di questa condotta non costituisce altro che l'applicazione del più generale principio, secondo cui il solo fatto che un conducente proceda nel suo senso di marcia e debba ritenere che chi lo precede non possa invertire la marcia in modo repentino non lo esenta dal rispetto dell'obbligo di usare la dovuta attenzione nella guida e di non eccedere nella velocità in tratti stradali urbani, anche in relazione a pericoli derivanti da eventuali comportamenti illeciti o imprudenti di altri utenti della strada, che non si attengano alle norme imposte per l'esecuzione dell'inversione di marcia.



 

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