Corte d'Appello di Roma, Sez. IV, 01.02.2012

Al proprietario frontista di strada pubblica - oltre ad essere riconosciuta una posizione di uso speciale della strada dalla quale ha accesso ai propri beni, poiché da essa egli trae una utilità diversa e maggiore di quella accordata alla collettività, non limitandosi a transitarvi, ma utilizzandola quale tramite per l'accesso alla sua proprietà, senza bisogno di costituire servitù di passaggio e, conseguentemente, la titolarità di una posizione di interesse legittimo all'utilizzo della strada nei confronti della pubblica amministrazione proprietaria della strada stessa (interesse che può essere leso per effetto sia dell'esercizio illegittimo del potere da parte della p.a., concretantesi in atti amministrativi illegittimi sia dell'attività materiale illecita posta in essere dalla stessa p.a., con la conseguenza che il danno patrimoniale conseguente a detta lesione è suscettibile di tutela risarcitoria per responsabilità aquiliana, in presenza degli altri elementi previsti dalle fattispecie normative di cui agli artt. 2043 e seguenti c.c. - va riconosciuto, nei rapporti tra privati, il diritto di pretendere dagli altri coutenti l'astensione da qualsiasi impedimento all'esercizio potestativo che gli spetta, in aggiunta alla facoltà di uso comune e generale del bene pubblico spettantegli uti civis, di ricavare dal bene la specifica utilità particolare derivantegli dalla posizione di frontista e, quindi, di agire (non solo in sede possessoria ex art. 1145 co. 2, c.c.) nei confronti del privato che abbia compiuto atti diretti ad interrompere o mutare la relazione tra il frontista stesso e la strada pubblica. Ciò, tuttavia, previo accertamento, in via incidentale, della natura demaniale di quest'ultima.



 

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