Corte d'Appello di Palermo, Sez. III, 14.02.2012

Qualora colui che abbia promosso in primo grado un giudizio risarcitorio invocando la responsabilità della parte convenuta ai sensi dell'art. 2043 c.c., stante il divieto di introdurre domande nuove, non ha la possibilità di chiedere successivamente la condanna della stessa parte convenuta ai sensi degli artt. 2050 o 2051 c.c., salvo che quest'ultimo non abbia sin dall'atto introduttivo del giudizio enunciato in modo sufficientemente chiaro situazioni di fatto suscettibili di essere valutate come idonee, in quanto compiutamente precisate, ad integrare la fattispecie contemplata dai predetti articoli. In tal senso, si precisa che non è sufficiente un generico richiamo alle norme di legge disciplinanti le suddette responsabilità speciali, laddove siffatto richiamo non sia inserito in una argomentazione difensiva chiara e compiuta.



 

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