Corte d'Appello di Firenze, Sez. III, 20.02.2012

Incorre nell'imputazione per il reato di omicidio colposo il prevenuto che mentre percorreva la sede autostradale alla guida dell'autoarticolato con a bordo un altro autista, uscendo da una curva a sinistra, per colpa consistita in imprudenza, imperizia, negligenza e violazione delle norme sulla circolazione stradale, per aver tenuto una velocità superiore a quella consentita, perdeva il controllo del veicolo che sbandando urtava e travolgeva il guard – rail rovesciandosi sul fianco sinistro fino a schiantarsi sul fondo della scarpata laterale cagionando in tal modo la morte dell'atro trasportato. La condanna del prevenuto discende dall'accertamento dell'elevata velocità, quale causa dello sbandamento, situazione in cui i freni non potevano che giocare un ruolo minimo rispetto alla possibilità di rimettere in linea l'autoarticolato andato fuori controllo. Appare evidente, in tal situazione, la grave colpa specifica dell'imputato, che nel caso di specie, avendo iniziato a lavorare il giorno dell'incidente ed avendo una conoscenza limitata del mezzo, avrebbe dovuto moltiplicare la sua prudenza.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati