Corte d'Appello di Napoli, Sez. IV bis, 23.02.2012

Promossa azione risarcitoria ex art. 2048 c.c., la vocatio in ius personale dell'insegnante ed il richiamo operato dall'istante al personale scolastico ex art. 61 della legge n. 312 del 1980 vale a contraddire profondamente la concreta configurazione della responsabilità dello stesso nell'ipotesi non caratterizzata da dolo o colpa grave dell'insegnante convenuto in giudizio. Ed infatti, l'art. 61 stabilisce che nel caso in cui l'Amministrazione risarcisca il terzo dei danni subiti per comportamenti degli alunni sottoposti a vigilanza, la responsabilità patrimoniale degli insegnanti è limitata ai soli casi di dolo e colpa grave. Esso prevede, inoltre, che l'Amministrazione si surroga al personale nelle responsabilità ivili derivanti da azioni giudiziarie promosse da terzi. In applicazione di tale normativa, pertanto, nell'ipotesi di responsabilità per culpa in vigilando, gli insegnanti statali non rispondono in quanto ne risponde il Ministero, sul quale viene a gravare la responsabilità civile diretta nelle azioni risarcitorie, salvo rivalsa nei confronti dell'insegnante in caso di dolo o colpa grave. Sul piano processuale deve, dunque, escludersi la possibilità dell'azione diretta nei confronti del personale insegnante, sia in ipotesi di danno causato dall'alunno a terzi, sia in ipotesi di danno autoprocurato.



 

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