Corte d'Appello di Firenze, 24.02.2012

Secondo un principio di diritto più volte affermato in giurisprudenza, per i dipendenti da p.a., o da aziende pubbliche, il cui rapporto di lavoro sia assistito dalla garanzia della stabilità di impiego intesa nel senso pubblicistico di cui all'art. 36 del D.P.R. 26 aprile 1957, n. 818, dovendosi escludere il rischio della disoccupazione, l'obbligo di tale assicurazione non sussiste. La stabilità di impiego, intesa nel senso sopra indicato, è riconosciuta sussistente allorquando le norme che regolano lo stato giuridico ed il trattamento economico del personale dipendente da pubbliche amministrazioni, da aziende pubbliche, tra le quali rientrano gli enti pubblici economici, e perciò i consorzi di bonifica, e da aziende esercenti pubblici servizi, prevedono la possibilità per il datore di lavoro di far cessare il rapporto solo in presenza di concrete ipotesi di carattere oggettivo tassativamente predeterminate, ancorché in forza di atti negoziali, ovvero quando la stabilità sia accertata con provvedimento del ministro del lavoro e della previdenza sociale. Alla stregua della giurisprudenza sopra richiamata - e per il chiaro e testuale tenore del combinato disposto degli artt. 36, D.P.R. citato e 40 R.D.L. n. 1827/1935 - deve infatti ritenersi che per le aziende (pacificamente) esercenti un servizio pubblico la stabilità dell'impiego per il personale può desumersi direttamente da norme di legge o di fonte collettiva senza bisogno che una siffatta constatazione sia preceduta da apposito provvedimento amministrativo.



 

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