Corte d'Appello di Roma, Sez. III, 07.03.2012

In materia di provvedimenti d'urgenza, la norma posta a disciplinare il procedimento d'appello stabilisce con tutta evidenza che solo l'ordinanza di accoglimento del ricorso introduttivo del procedimento sommario di cognizione possiede attitudine ad acquistare autorità di cosa giudicata e, pertanto, è suscettibile di impugnazione mediante appello. Siffatta ricostruzione è pienamente conforme ad un modello già accolto dall'ordinamento con riguardo ad un diverso procedimento sommario, quale quello per decreto ingiuntivo, giacché, mentre il decreto di accoglimento del ricorso monitorio è idoneo ad acquistare autorità di cosa giudicata, ove non opposto, il provvedimento di rigetto non possiede altra efficacia che quella di chiudere il procedimento, rimanendo in facoltà del ricorrente di riproporre la domanda anche in via ordinaria. Ciò, alla luce della previsione del combinato disposto degli articoli 702 ter e 702 quater, c.p.c., è quanto accade per l'ordinanza resa a conclusione del procedimento sommario di cognizione: l'ordinanza di accoglimento è appellabile ed altrimenti passa in giudicato; l'ordinanza di rigetto non passa in giudicato e non è per questo appellabile, ma la tutela del soccombente è affidata alla facoltà di riproporre la domanda, se del caso in via ordinaria, il che garantirà anche la successiva piena appellabilità.



 

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