Corte d'Appello di L'Aquila, 08.03.2012

L'imputazione per il reato p. e p. dall'art. 392 c.p., per aver il prevenuto, al fine di esercitare un preteso diritto e potendo ricorrere al giudice, (mediante violenza sulle cose, consistita nell'apporre dei listelli di legno chiodati al portone ed alla persiana dell'abitazione della sorella), impedito alla sorella di rincasare e di esercitare il compossesso su un immobile in comproprietà, deve diversamente qualificarsi ai sensi dell'art. 635 c.p. Nel caso di specie la condotta del prevenuto è finalizzata a fare un dispetto alla congiunta piuttosto che ad esercitare un preteso diritto e ciò alla luce del contenzioso aperto in sede civile relativamente al compossesso delle parti comuni dell'unità immobiliare e non delle singole unità abitative. Ne deriva . la diversa qualificazione del fatto come danneggiamento aggravato ai sensi dell'art. 625, n. 7 c.p.



 

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