Corte d'Appello di Firenze, Sez. II, 08.03.2012

In merito all'imputazione per il reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, per aver, il prevenuto, in concorso con altri soggetti e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, illecitamente acquistato, importato, detenuto e ceduto a terzi quantitativi non meglio precisati di sostanza stupefacente del tipo cocaina, merita accoglimento l'appello della sentenza di condanna emessa in primo grado, laddove le prove a carico dell'imputato risultino dubbie ed incerte. Nel caso di specie le prove a sostegno della colpevolezza, essendo fondate soprattutto sull'ascolto di conversazioni telefoniche nell'ambito delle quali si facciano allusioni a cose certamente inconferenti con i fatti addebitati ai prevenuti e dalla quali appaia difficile evitare il ragionevole dubbio che l'imputato sia realmente l'autore dei fatti addebitatigli, seppur consumatore abituale di cocaina, non resta che pronunciare una sentenza di assoluzione per insussistenza del fatto.



 

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