Corte d'Appello di Firenze, Sez. III, 08.03.2012

Incorre nell'imputazione per il reato di omicidio colposo la prevenuta che alla guida del veicolo adibito ad ambulanza, per imprudenza, negligenza, imperizia ed in violazione delle norme che regolano la circolazione stradale, omettendo di osservare la massima prudenza ad un'intersezione, cagioni la morte del conducente dell'autovettura sopraggiungente da destra che andava a collidere contro la fiancata destra dell'ambulanza. Nel caso di specie non assume alcuna rilevanza la circostanza per la quale la vittima non indossasse la cintura di sicurezza al momento dell'impatto contro l'ambulanza, non rappresentando, ciò, un elemento causale di per sé sufficiente a provocare il sinistro e quindi il decesso della stessa. Difatti, i conducenti dei veicoli in emergenza, pur potendo violare le prescrizioni della segnaletica stradale, devono in ogni caso osservare le norme di comune prudenza avendo l'obbligo di valutare se gli altri utenti abbiano compreso che stanno svolgendo il loro compito istituzionale e devono pertanto essere in ogni modo favoriti, ed ove abbiano la concreta possibilità di fermarsi, devono riconoscergli materialmente la precedenza. Nel caso di specie, in ragione della conformazione dei luoghi, che poteva inibire la propagazione o comunque ridurre sensibilmente l'efficacia dell'allarme acustico, una condotta di guida prudente avrebbe imposto all'imputata di attendere il transito del veicolo condotto dalla vittima prima di riprendere la marcia all'incrocio.



 

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