Corte d'Appello di Napoli, Sez. III, 12.03.2012

In relazione alla controversia insorta per la determinazione del compenso spettante al professionista a titolo di prestazioni professionali svolte in qualità di consulente del lavoro, è infondato il motivo di appello volto a far ritenere valido ed efficace il patto contenuto nella scrittura di conferimento dell'incarico ed accertare, di conseguenza, il diritto dell'appellante al pagamento dell'onorario professionale convenuto oltre interessi e svalutazione monetaria. Ebbene, il motivo è privo di pregio trovando applicazione, nel caso di specie, l'ultimo comma dell'art. 2233 c.c. trattandosi di prestazione di opera intellettuale rispetto alla quale il professionista è sottoposto alla vigilanza del relativo ordine professionale, in attuazione del fine pubblicistico di tutelare l'interesse del cliente e della dignità e moralità del professionista. Il divieto di patto di quota lite, di cui all'art. 2233 c.c., trova applicazione per tutte le categorie di professionisti il cui fine pubblicistico dell'opera svolta è pacificamente accertato. Ne discende la regolamentazione mediante le cc.dd. tariffe professionali obbligatorie.



 

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