Corte d'Appello di Palermo, Sez. III, 14.03.2012

I singoli fatti di abuso e distrazione posti in essere dall'amministratore di una società a responsabilità limitata, lungi dal costituire singoli episodi di mala gestio, inidonei ad integrare il totale inadempimento o il mancato assolvimento dell'incarico di amministratore, possono costituire prova univoca della reiterata e sistematica violazione degli obblighi su di esso incombenti, tali da pregiudicare il proprio diritto alla corresponsione del compenso annuale. In merito deve, invero, rilevarsi che il rapporto intercorrente amministratore e società amministrata costituisce un vero e proprio rapporto di mandato, con caratteristiche di continuità e coordinazione, con la conseguenza che la sistematica violazione da parte dell'amministratore degli obblighi connessi alla sua attività di mandatario determina la perdita del diritto al compenso ed implica, contestualmente, il diritto del mandante di agire nei suoi confronti per il risarcimento del danno, ove si accerta che il mandatario non abbia realizzato nello svolgimento della propria attività gli interessi del mandante, bensì i propri.



 

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