Corte d'Appello di L'Aquila, 21.03.2012

Il mutamento della domanda è inammissibile quando, per effetto di esso, mutino i fatti materiali posti a fondamento della pretesa essendo irrilevante il mero mutamento della loro qualificazione giuridica. Ne deriva che nel caso in cui venga richiesto un decreto ingiuntivo da un professionista, per il pagamento dei compensi allo stesso dovuti da un ente locale, e in sede di opposizione l'opposto invochi il pagamento del medesimo credito a titolo di ingiustificato arricchimento, sulla base dei medesimi fatti posti a fondamento della domanda originaria, non sussiste alcun mutamento della domanda. La S.C. in merito alla domanda di arricchimento senza causa introdotta dall'opposto con comparsa di costituzione e risposta, al posto della domanda di adempimento azionata in sede monitoria, pur ribadendo la sostanziale differenza tra le stesse in tema di petitum e causa petendi, ha affermato l'ammissibilità della stessa, ai sensi dell'art. 183 comma 5° c.p.c., solo qualora l'opponente abbia introdotto nel giudizio un ulteriore tema di indagine idoneo a giustificare l'esame di una situazione di arricchimento senza causa.



 

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