Corte d'Appello di Firenze, Sez. lavoro, 30.03.2012

In materia di lavoro subordinato, il criterio distintivo tra riposo intermedio, non computabile ai fini della determinazione della durata del lavoro, e semplice temporanea inattività, computabile, invece, a tali fini, e che trova applicazione anche nel lavoro discontinuo, consiste nella diversa condizione in cui si trova il lavoratore, il quale, nel primo caso, può disporre liberamente di se stesso per un certo periodo di tempo anche se è costretto a rimanere nella sede del lavoro o a subire una qualche limitazione, mentre, nel secondo, pur restando inoperoso, è obbligato a tenere costantemente disponibile la propria forza di lavoro per ogni richiesta o necessità. E' onere del lavoratore che pretenda il pagamento del periodo di temporanea inattività, dimostrare che, per tutto l'arco del tempo indicato, le sue energie lavorative siano rimaste a disposizione del datore di lavoro, sia pure nella forma dell'inattività.



 

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