Corte d'Appello di Firenze, Sez. lavoro, 04.04.2012

Dalla risoluzione del contratto di agenzia discende il diritto dell'agente all'attribuzione dell'indennità di cui all'art. 1751 c.c., laddove risultino dimostrati i presupposti di essa, ovvero: l'aver procurato nuovi clienti o sviluppato gli affari con i clienti esistenti e la circostanza per la quale il preponente continui a ricevere vantaggi sostanziali dagli affari con detti clienti. Ai fini della determinazione del quantum, ove l'agente alleghi e provi le circostanze di fatto di cui all'art. 1751 c.c., il giudice è tenuto a verificare il rispetto del requisito di equità prescritto dall'art. 1751 c.c., tenuto conto di tutte le circostanze del caso ed in particolare delle provvigioni che l'agente perde e che risultano dagli affari con tali clienti. Ove non la ritenga congrua, in mancanza di una specifica disciplina, deve riconoscere all'agente il differenziale necessario per riportarla ad equità.



 

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