Corte d'Appello di Palermo, Sez. III, 04.04.2012

Incorre nell'imputazione per il reato p. e p. dagli artt. 4 e 7 della legge n. 895 del 1967 il prevenuto che porti illegalmente in luogo pubblico un caricatore di calibro 7,65, non assumendo alcuna rilevanza la tesi difensiva inerente l'incapacità offensiva del caricatore. Ai fini della rilevanza penale, difatti, devono intendersi per “parti d'armi”, non solo quelle strettamente necessarie a rendere l'arma idonea allo sparo ma anche quelle che contribuiscono a renderla più pericolosa per volume o rapidità di fuoco. Tra di esse rientra anche il caricatore, a nulla rilevando che secondo la direttiva europea n. 477 del 1991, esso non figura tra le “parti essenziali dell'arma” essendo, detta definizione funzionale soltanto ai fini della classificazione di ogni arma o parte di esse in una delle quattro categorie previste dalla direttiva ovvero: armi vietate, armi soggette ad autorizzazione, armi soggette a dichiarazione ed altre armi non soggette ad obblighi.



 

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