Corte d'Appello di Firenze, Sez. lavoro, 05.04.2012

In merito alla condanna del datore di lavoro al pagamento delle differenze retributive per le retribuzioni non corrisposte al lavoratore, è privo di pregio il motivo di appello con cui lo stesso censuri la sentenza ritenendola emessa in violazione del principio ne bis in idem per essersi pronunciato il tribunale, su una materia sulla quale la Direzione Provinciale del Lavoro abbia già emesso diffida accertativa ai sensi dell'art. 12 del D.Lgs. n. 124 del 2004. Il motivo è del tutto infondato laddove la diffida accertativa di cui innanzi, sia successiva al giudizio innanzi al Tribunale che dal canto suo, non avrebbe potuto subire alcun condizionamento dalla procedura amministrativa successivamente svoltasi. Quest'ultima poi, ove non seguita dall'accordo conciliativo, dà luogo ad un accertamento tecnico con efficacia di titolo esecutivo la cui natura di atto amministrativo formatosi in assenza di contraddittorio, esclude la possibilità stessa di ravvisare una violazione del principio del ne bis in idem.



 

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