Corte d'Appello di Lecce Taranto, 11.04.2012

In merito al sinistro stradale dal quale sia derivato il decesso del minore, conducente del ciclomotore con cui abbia impattato l'auto condotta dall'appellante, è infondata la domanda volta al risarcimento del c.d. danno terminale laddove la vittima sia deceduta dopo circa un'ora dal verificarsi del sinistro e sia stata trasportata al nosocomio in condizioni di coma irreversibile, in uno stato atto ad escludere la percezione da parte del soggetto leso, della perdita imminente del bene vita. Neppure deve ritenersi risarcibile il danno patrimoniale da lucro cessante sul presupposto che il minore, una volta inserito nel modo del lavoro, avrebbe contribuito ai bisogni della famiglia. Trattasi di un contributo solo ipotetico ed astratto del quale non ne vengono forniti o anche solo individuati, nel caso di specie, parametri che rendano probabile l'assunto. Detta ipotesi deve infatti differenziarsi da quella del ferimento del minore che ne comprometta la capacità e la vita lavorativa sul presupposto che una volta adulto avrebbe contribuito ai bisogni della medesima.



 

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