Corte d'Appello di Palermo, Sez. III, 17.04.2012

In tema di contratto di appalto di opere pubbliche, ai fini del riconoscimento della sussistenza di una causa di forza maggiore, non è di per sé sufficiente che il committente alleghi, invocandone la forza cogente, il mero fatto obiettivo dell'intervento di un provvedimento, che abbia sospeso o revocato l'esecuzione dell'opera, essendo necessario che il medesimo committente dimostri la propria assenza di colpa, in ordine alla determinazione dell'evento che abbia reso impossibile la prestazione, a suo carico, di assicurare all'appaltatore la giuridica possibilità di compiere i lavori affidatigli, garantendogli la legittimità del progetto. Deve, in definitiva, provare la mancata imputabilità a sé delle cause per le quali l'esecuzione è stata sospesa o revocata, sulla base della non prevedibilità, non evitabilità e non superabilità di simili cause, alla stregua dello sforzo dovuto secondo l'ordinaria diligenza.



 

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