Corte d'Appello di Milano, 18.04.2012

La scelta del legislatore del 2006 di consentire l'impugnazione del lodo arbitrale per errore di diritto esclusivamente nei casi in cui tale possibilità sia stata espressamente prevista dalle parti, non lede il principio dell'autonomia privata enunciato dall'art. 41 Cost., ma si colloca in un giusto equilibrio tra l'interesse dello Stato a garantire che sia sempre assicurato un livello essenziale di tutela dei diritti dei consociati, qualora questi decidano di ricorrere alla giustizia privata, e l'interesse ad evitare che le parti vengano messe in una troppo agevole condizione di ricorrere all'arma dell'impugnativa di nullità incrementando il contenzioso civile di cause ulteriori provenienti dal settore arbitrale. La facoltà per le parti di impugnare il lodo per violazione delle norme di diritto purché lo dispongano espressamente esclude in radice una violazione del principio di autonomia privata e rafforza quello della certezza del diritto.



 

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