Corte d'Appello di Firenze, Sez. lavoro, 27.04.2012

Il calcolo dell'indennità di buonuscita per il personale dell'Ente Poste Italiano, a seguito della trasformazione in S.p.A., assoggettato quindi a regime di diritto privato e non più pubblico, è prevista una disciplina eccezionale in quanto, a fronte di un rapporto di lavoro unico, proseguito senza alcuna soluzione di continuità tra l'azienda pubblica e la società privata, è prevista la corresponsione di due diversi TFR, ciascuno determinato secondo il sistema di calcolo suo proprio in relazione alla diversa durata dei rapporti lavorativi in cui il destinatario è stato prima pubblico dipendente e poi dipendente della nuova società privata. Ne consegue pertanto che in relazione al periodo lavorativo antecedente la trasformazione dell'Ente Poste in S.p.A. l'indennità di buonuscita deve calcolarsi secondo la normativa pubblica vigente al momento della trasformazione e quindi secondo il dettato dell'art. 3 del D.P.R. n. 1032 del 1973, mentre per il periodo successivo alla privatizzazione, il calcolo dell'indennità di buonuscita dovrà effettuarsi secondo le regole dettate dalla contrattazione collettiva con accantonamenti del T.F.R. da parte del datore di lavoro, secondo la disciplina generale di cui all'art. 2120 c.c.



 

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