Corte d'Appello di Torino, 12.06.2012

Lo stato d'insolvenza delle imprese di assicurazione non si verifica solamente quando emergano inadempimenti o altri fatti esteriori che dimostrino l'incapacità di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni, ma anche quando se ne accerti l'insufficienza patrimoniale evidente, notevole e non transitoria a fare fronte agli impegni relativi ai crediti di assicurazioni o riassicurazione, in base al disposto dell'art. 248, D.Lgs. n. 209/2005 (Codice delle assicurazioni): da tale norma si ricava che la speciale condizione di insolvenza dell'impresa di assicurazione è (I) alternativa, non concorrente, rispetto a quella prevista dall'art. 5, R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare), nel senso che a determinarla è sufficiente anche uno stato di sottopatrimonializzazione non esternamente percepibile e non immediatamente influente sull'attività corrente dell'impresa (II) proiettiva, nel senso che ricorre ogniqualvolta le attività patrimoniali risultino insufficienti a far fronte agli impegni relativi ai contratti di assicurazione, a loro volta assunti in una prospettiva prudenziale prognostica (III) normativa, nel senso che, una volta riscontrata l'insufficienza patrimoniale non transitoria in rapporto agli obblighi contrattuali di rischio, si prescinde dalla venuta ad esigibilità dei crediti contrattuali degli assicurati e, dunque, dalla effettiva maturazione economica dei relativi costi.



 

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