Corte d'Appello di Palermo, Sez. III, 14.06.2012

La figura del coadiutore del Commissario Giudiziale nella relativa procedura concorsuale svolge essenzialmente attività complementari e strumentali, diverse e non assimilabili a quelle del commissario medesimo e si differenzia, in quanto tale, dalla figura del delegato, il quale, invece, esercita attività tipiche del commissario. Qualora, dunque, l'ausiliario, svolga una pluralità di attività, tutte, comunque, istituzionalmente demandate al commissario giudiziale, poiché direttamente rientranti nell'espletamento delle funzioni riconducibili alla carica rivestita, la posizione da attribuirsi al medesimo è quella del delegato, il cui compenso non può essere imputato a quello del commissario, ma deve subire, in sede di liquidazione, la corrispondente decurtazione. In tal senso nemmeno rileva il nomen adoperato nel provvedimento di nomina, poiché ai fini della qualificazione giuridica dell'incarico assunto è determinante la sola natura delle mansioni svolte dall'ausiliario.



 

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