Corte d'Appello di Palermo, Sez. III, 14.06.2012

I doveri di diligenza che incombono sul curatore nello svolgimento del mandato, impongono al medesimo di far luogo ad un tempestivo esperimento dell'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori in ipotesi di rilevate anomalie nella contabilità della società, mentre non è ravvisabile, nel corso della procedura fallimentare, una concorrente legittimazione dei creditori sociali in tal senso. I creditori, invero, per effetto della dichiarazione di fallimento della società di capitali debitrice, perdono la legittimazione, spettante in via esclusiva al curatore nel corso della procedura concorsuale, ad esercitare l'azione di responsabilità ex art. 2394 c.c. e la riacquistano solo a seguito della chiusura del fallimento, soggiacendo, peraltro, agli effetti della prescrizione maturata medio tempore, in quanto la perdita della legittimazione attiva non è causa di sospensione della prescrizione.



 

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