Corte d'Appello di Cagliari, Sez. II, 18.06.2012

I reati in materia edilizia contemplati dall'art. 44, lett. b) e c) del D.P.R. n. 380 del 2001 (T. U. edilizia) devono essere qualificati come reati comuni e non come ipotesi incriminatrici a soggettività ristretta, salvo che per i fatti commessi dal direttore dei lavori o per la fattispecie di inottemperanza all'ordine di sospensione dei lavori impartito dall'autorità amministrativa. Il bene tutelato da dette norme incriminatrici, ovvero la salvaguardia degli usi pubblici e sociali del territorio, può essere, dunque, indifferentemente offeso da chiunque si renda autore di attività determinanti trasformazioni urbanistiche ed edilizie territoriali e non soltanto da quei determinati soggetti che si trovino in possesso delle particolari qualità soggettive indicate dall'art. 29 del testo unico in materia edilizia (D.P.R. n. 380 del 2001).



 

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