Corte d'Appello di Milano, Sez. II, 18.06.2012

L'osservanza, nell'adozione del modello di organizzazione societaria, delle regole di cui all'art. 6, D.Lgs. n. 231 del 2001, costituisce misura idonea a prevenire la commissione dei reati di rilevante entità ai fini della responsabilità amministrativa della persona giuridica. In tale contesto spetta all'organo dirigente, di propria iniziativa o in osservanza di una regola statutaria, elaborare un insieme di prescrizioni, divieti e coordinamento che consentano, nello stesso tempo, il proficuo funzionamento dell'azienda e la prevenzione specifica dei reati nella cui commissione potrebbe essere coinvolta la società. La elaborazione di un modello idoneo di organizzazione, tuttavia, se da un lato esclude che in concreto, in relazione alla commissione di reati rilevanti ad opera di personale dipendente da soggetti apicali dell'organizzazione, possa configurarsi un difetto di direzione e vigilanza come causa di agevolazione del reato, dall'altro non basta ad esimere la società da responsabilità amministrativa, in quanto altresì necessaria la istituzione di una funzione di vigilanza sul funzionamento e sull'osservanza di modelli attribuita ad un organismo dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo.



 

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