Corte d'Appello di Palermo, Sez. III, 19.06.2012

La facoltà di opzione, riconosciuta al curatore del fallimento del promittente venditore, per lo scioglimento del contratto preliminare di compravendita non ancora eseguito, può essere esercitata anche nel giudizio di appello contro la sentenza che abbia disposto l'esecuzione specifica del contratto preliminare su istanza del promissario acquirente, non ostandovi, in contrario l'art. 345 cod. proc. civ., che disciplina l'attività processuale della parte, tenuto conto che la manifestazione di volontà del curatore di sciogliersi dal contratto è attività di natura sostanziale, indipendentemente dalla sede nella quale sia resa, non potendo ritenersi impedito l'esercizio di detta facoltà dalla sentenza di primo grado, inidonea a produrre l'effetto traslativo, sia perché pronunciata dopo la dichiarazione di fallimento, sia perché detto effetto, in considerazione della natura costitutiva della pronuncia, si produce soltanto con il suo passaggio in giudicato.



 

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